Recensioni

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http://www.papale-papale.it/articolo/2969/adriana-soares-poesie

 

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2013 – 1° Posto per l’opera : Le Margherite Rosa… (ci sono 3 versioni uniche) il Concorso è: “3° Premio Internazionale d’Arte della città di Corchiano”!!!! Persone stupende! Ringrazio col cuore in mano!!! Grazie a Claudio Giulianelli, organizzatore… Grazie alla commissione… alle autorità, al sindaco, Battisti Bengasi, all’assessore Livio Martini.Grazie Al Grande CriticoFiorenzo Mascagna! E’ un grande onore per me e soprattutto una cosa bellissima avere un’opera esposta in pinacoteca per sempre… questo è molto bello e strano… Recensione: “Lo sguardo che interroga il mondo è un moltiplicarsi di silenzi. Il nulla, da scavare a mani nude per giungere alle risposte, Adriana Soares lo rende percorribile come un sentiero che, per quanto orfano delle certezze, conduce all’uomo. L’eternità colta da uno scatto è questo ricominciare ogni volta a percorrere lo spazio che c’è tra quello che crediamo di essere e quello che siamo. Se il compito dell’arte è quello di mettere sul piatto della vita domande nuove, Adriana spoglia le verità e ce le mostra nude. Il non luogo del silenzio diventa palpabile sensazione che oltre gli occhi ci sia un mondo da scoprire e non soltanto una realtà da consumare. La fotografia come strumento di consapevolezza si fa pittura per incontrare quel doppio di realtà custodita nell’uomo. A noi resta da scoprire quante parole ci siano dentro il guardare, e se la nudità di uno sguardo, non sia davvero il vestito dell’anima.” Fiorenzo Mascagna

” Adriana Soares unisce nella visione architettonica l’immagine del volto ritratto, sovrapponendo due immagini diverse ma ontologicamente analoghe. Infatti l’architettura della mente e della psiche, in continuo progresso e innalzamento, equivale a quella strutturale delle volte, delle cuspidi e delle cupole. Lo stesso soffitto a cassettoni può trovare un parallelo nella struttura della memoria, in cui i ricordi, antichi e novelli, sono incasellati entro scaffali virtuali del nostro cervello…”

                                                                                                Prof. Daniele Radini Tedeschi

libro “TILTESTETICA. Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma 2014 “, di Daniele Radini Tedeschi

pg. 62 e pg.562

(Editoriale Giorgio Mondadori) 

I viaggi fisici e onirici di Adriana Soares

Il sogno, l’infanzia e la maternità

di Clelia Patella

Il Giornale off:  http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/i-viaggi-fisici-e-onirici-di-adriana-soares/

La fotografia di Adriana Soares, ex modella di origine brasiliana, ma ormai italiana – vive qui dall’età di 14 anni – è il risultato dell’evoluzione della sua persona, che è riuscita a vivere pienamente la storia della propria vita e a metterla a disposizione di un innato senso creativo. Riuscendo a compiere l’ultimo e più importante step con la “creazione” della sua più recente forma espressiva, che lei chiama “Soul PhotoDigiPainting Art”. E con un’opera che rientra in questo suo nuovo progetto, ovvero “Geometrie Riflesse”, è presente alla Triennale di Arti Visive di Roma, nel contesto dell’esposizione “TiltEstetica”, a cura di La Rosa dei Venti, per la direzione artistica di Daniele Radini Tedeschi e inaugurata il 6 giugno da Achille Bonito Oliva.

La Soares viene da una famiglia di artisti, pur avendo seguito inizialmente le orme della zia, che è stata una delle top model degli anni d’oro. Ha iniziato quindi giovanissima a viaggiare molto, e proprio nel corso di questi viaggi la sua sensibilità la portava a vivere il contrasto tra la propria situazione “privilegiata” e gli scenari spesso estremamente dolorosi che si aprivano a poca distanza dagli alberghi lussuosi che frequentava (ricorda a tal proposito come “rivelatore” e decisivo un viaggio in India) come una chiave per mettere in discussione ogni aspetto della sua vita, e per ricercare valori più profondi. Esistenziali, più che sociali.
Il tema del viaggio, infatti, è centrale nelle sue opere. Un viaggio sia fisico che onirico, in cui spesso questi due aspetti si confondono – o per meglio dire, si rendono complementari – e che è sempre presente attorno a sé come all’interno di sé. Caratteristica ben evidente nei lavori di Photodigipainting, in cui agli autoscatti del viso dell’artista si sovrappongono gli scatti che la stessa ha effettuato nel corso dei suoi spostamenti intorno al mondo, oltre alle simbologie – evocate dall’argomento trattato, in uno stato di sogno cosciente – che vengono dipinte con olio o acrilico sulle foto, o addirittura formate sulle stesse con materiali di 

diversa natura, come per esempio la pasta di vetro.

Ricorrente nel lavoro della Soares è anche il tema dell’infanzia. Non è difficile immaginare che l’ingresso in un mondo adulto a quattordici anni possa in un certo senso “sospendere” una fase infantile non ancora pienamente compiuta; in questo caso, però, seppur Adriana sia nel frattempo diventata realmente grande, lo Stupore che è riuscita a mantenere – aspetto fondamentale per chiunque compia un’opera creativa – ha permesso che quella fase non andasse irrimediabilmente perduta. E ha incanalato i ricordi e le immagini della bambina non già in una rappresentazione nostalgica del suo tempo andato, ma in un elemento chiave per evocare – tramite la rappresentazione dei simboli, degli elementi, dei luoghi – quegli archetipi infantili che, riportati in un nuovo contesto e riletti con occhi adulti, permettono di mantenere una visione più pura del mondo. Dove per “purezza” si intende nient’altro che una visione più oggettiva, e quindi profonda.
La mongolfiera di “Metro…” è, a ben guardarla, un palloncino di quelli che sfuggono di mano ai bambini, con tutte le implicazioni che questo espediente comporta.

L’infanzia è però trattata dall’artista anche dal punto di vista di una madre. Lei, che è diventata mamma molto giovane e in un momento in cui per una persona che facesse il suo lavoro uno stato di gravidanza (come anche un parto) poteva rappresentare un serio ostacolo, ha vissuto invece con estrema gioia la sua situazione. Riuscendo a evitare soprattutto quello che le avrebbe potuto creare i più grossi problemi: cadere vittima di un conflitto col proprio corpo che cambiava forma.

Per questo Adriana Soares ha celebrato in una serie di fotografie la Maternità, cercando di porre in evidenza – con scatti che giocano essenzialmente sulle luci, utilizzate in modo che possano di volta in volta esaltare o nascondere dettagli dei corpi nudi delle future mamme – la bellezza del corpo della madre. Bello perché al contempo cela e accoglie la vita. Di una bellezza che va oltre l’ estetica superficiale: profondamente bello.”

Il Giornale off:  http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/i-viaggi-fisici-e-onirici-di-adriana-soares/

Un progetto ispirato alla “Nascita”

Adriana Soares : scenari d’anima

“Il corpo, nella sua purezza e naturale imperfezione”

Adriana Soares : scenari d'anima

Un progetto fotografico in 20 scatti eseguiti nel 2012, ispirati alla Nascita, nei quali Il soggetto è il corpo femminile, ritratto rigorosamente in bianco e nero (un esemplare è presente attualmente alla mostra dei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma), confermano ancora una volta le capacità espressive di Adriana Soares, fotografa per vocazione.
“Il corpo, nella sua purezza e naturale imperfezione – cosi come bene descrive la stressa autrice – risulta essere un’ unità composta da una sorta di mosaico di linee, vene nodose in forte contrasto con i movimenti armoniosi e sinuosi: ne deriva una dualità tra armonia, dolcezza e forza nervosa, come tra maschio e femmina. Il corpo è dunque inteso e trasfigurato come un mondo fatto di silenzi, di spazi profondi, di angosciose inquietudini, di gioiosa vitalità, di irruenza immobile, di contrastata armonia”.

Adriana Soares : scenari d'anima

Ma poche parole, seppure sapientemente orientate a dare significati alle immagini, lasciano ancora all’ampio spazio della visione prospettive di indagine, compenetrazione, immedesimazione che lentamente si sciolgono in personalissime riflessioni per ricomporsi repentinamente in scenari d’arte.

Adriana Soares : scenari d'anima

Guardando il variegato mondo fotografico di Adriana Soares si intuisce la sollecitudine con la quale vuole giungere alla definizione del pensiero, marginalizzando il superfluo per rendere più immediato il nucleo essenziale che dà origine al messaggio…una via già tracciata affinchè lo spettatore possa agevolmente trovarsi consapevolmente coinvolto.
Tutto ciò appare – e lo è sicuramente – frutto di una maturazione artistica-creativa alla quale ha dato respiro l’intensa vita di impegno nel lavoro sulla base delle esperienze vissute.

E’ utile qui ricordare che Adriana Soares è stata apprezzata modella per grandi stilisti della moda, e ciò ha influito sulla sua personalità impegnata a mostrare e difendere eleganza e disciplina in contesti capaci di plasmare il pensiero e il sentire le cose d’intorno con senso di responsabilità…per essere pronta a ritrasmettere per intero tutto il suo bagaglio di conoscenza e di capacità comunicativa.

Un pubblico attento e rigoroso ha potuto riconoscere il tratto del valore che l’immagine sviluppa: La Soares sperimenta in continuazione la grafica fotografica con nuove tecniche, sino alla realizzazione di opere foto-pittoriche stampate su metallo. Partecipa a numerose mostre collettive in Italia e a l’Estero, da Mosca a Parigi, da Londra d Amburgo.

Nel 2014 vince il Premio Foto Art Paris ed il Premio Helas a Salonicco, in Grecia.
Dopo aver vinto nel 2013 il primo premio al Concorso Internazionale d’Arte del Comune di Corchiano, vede la sua opera “Margherite rosa” esposta in maniera permanente all’interno della pinacoteca del Comune.
A fine 2014 esporrà nella Galleria Tartaglia di Rio de Janeiro in una collettiva con alcuni dei massimi artisti brasiliani e realizzerà, per il secondo anno consecutivo, una mostra personale a Ronciglione (VT), per l’iniziativa Cubo Festival, con il patrocinio delle istituzioni.
Occasioni queste ultime che avranno in evidenza buona parte delle recenti produzioni di questa artista che sa cogliere puntualmente, qua e là per il mondo, aspetti particolarmente sensibili che di volta in volta i suoi viaggi le offrono come scenari d’anima.

Dante Fasciolo

http://www.papale-papale.it/articolo/273/adriana-soares-scenari-danima

“La sintassi pittorica dell’artista è di chiara estrazione surrealista. L’impianto tonale, la disposizione illogica degli elementi, contribuiscono a dare risalto ad una immagine irreale, ma sincera, in cui l’armonia della bellezza femminile ne esalta la poetica e la gestualità.”

                                                               prof. Vincenzo Abati

“Adriana Soares è l’artista della fotografia  che  unisce insieme alla tecnica pittorica le polarità di questa dialettica in un corpo unico :è il modo specifico scelto da questa artista, piena di energia , capace di interpretare in modo diverso ogni volta il luogo dell’esposizione come un campo di magnetismo modellabile dai suoi occhi.

Ciò che conta per l’artista è quello di assicurare il dinamismo della fatuità, dell’ombra e della luce e  quasi con aria stupita ,riportare il frazionamento dell’immagine alla dilatazione del suo obiettivo fotografico, che, con continui spostamenti e movimenti o strappi e sovrapposizioni sembra rompere lo schema convenzionale, riportando ogni visione al centro di un solo percorso .

Gli scatti  si alternano per muoversi  in aree impenetrabili, in un flusso di percezioni che oscillano tra l’interno e l’esterno , anche nei punti più indecifrabili , dove pure l’immagine di se stessa è presa nella sua vivace predominanza.

Nel suoi lavori di estetica surrazionale partecipano tecniche assolutamente diverse tra loro come la fotografia e pittura. E’ un’oscillazione tra tradizione e innovazione.Idea immaginativa e tecnica razionale…  Adriana Soares sintetizza questo proposito , la combinazione di una semplice forma come una sorta di colonna vertebrale avvolta  sull’asse di carico di tutta la costruzione dell’immagine, con l’ aspetto di un corpo vibrante esaltato nelle proprie sporgenze sinuose, emblematiche e seducenti .

C’è un impatto frontale che non permette alcuna via di scampo, attira gli occhi lungo la proliferazione di forme con risonanze biomorfe , ogni elemento dialoga con gli altri nell’ impulso concreto di rispondere.

Lo sguardo va nelle aperture interne , nei nascondigli dell’inconscio , esplora incessantemente lo spazio tra visibile e invisibile , scava nell’io stesso dell’Artista, nello stesso modo in cui Adriana si mostra ,ma nello stesso tempo come in un atto di rimozione,celandosi, per lasciare intravedere le strutture più interne dell’anima.

La presenza del colore è spesso totale , in altri casi dialoga con il bisogno di policromia come variazione interna al dominio di una suola timbrica : in ogni caso ciò che conta è la capacità di emettere l’energia primaria direttamente connessa al carattere proliferante del legame con la terra,con il cosmo,con le sue radici profonde.

Al di là dei colori fondamentali, Adriana utilizza anche il bianco o nero , con sfumature brillanti per definire il valore assoluto delle forme , o sceglie di affidarsi ad  illustrazioni a colori  per la presenza di altre energie simultanee vibranti nello stesso nucleo.

A volte le figure sembrano fioritura, fioritura dal  mare dalla terra,dal cielo, fioritura di eventi biologici, evocazioni mimetiche , che alludono alle architetture naturali , nel confronto con le strutture originarie del mondo onirico e fantastico.”

Maria Grazia Todaro

“Lo sguardo che interroga il mondo è un moltiplicarsi di silenzi. Il nulla, da scavare a mani nude per giungere alle risposte, Adriana Soares lo rende percorribile come un sentiero che, per quanto orfano delle certezze, conduce all’uomo. L’eternità colta da uno scatto è questo ricominciare ogni volta a percorrere lo spazio che c’è tra quello che crediamo di essere e quello che siamo. Se il compito dell’arte è quello di mettere sul piatto della vita domande nuove, Adriana spoglia le verità e ce le mostra nude.

Il non luogo del silenzio diventa palpabile sensazione che oltre gli occhi ci sia un mondo da scoprire e non soltanto una realtà da consumare. La fotografia come strumento di consapevolezza si fa pittura per incontrare quel doppio di realtà custodita nell’uomo. A noi resta da scoprire quante parole ci siano dentro il guardare, e se la nudità di uno sguardo, non sia davvero il vestito dell’anima.”

Fiorenzo Mascagna

“La poetica di Adriana Soares si esplica attraverso immagini fotografiche liriche e sensuali, dove tutta la fragilità e l’emotività dell’universo femminile esplode attraverso accordi e corrispondenze. Le inquietudini e le insicurezze della donna moderna emergono nell’opera dell’artista con forza e determinazione da ogni singolo elemento che le compone. Le opere dell’artista rappresentano volti, dettagli con colori e tinte contrastanti, ombre, luci, che costituiscono un mondo, in sintesi, unico, costante e delicato, dove c’è la ricerca e la volontà di esprimersi attraverso l’arte di Adriana Soares.”

The poetics of Adriana Soares is carried out through poetic imagery and sensual dedicated to the woman

Araxi Iperkjian

“Le opere fotografiche pittoriche di Adriana Soares, artista italo brasiliana, presentano incessanti ed eterne dualità espressive: rimandi e presenze, viaggi e stasi, dettagli di un ricordo e attuali frammenti di realtà. Il tratto dominante è la bellezza e la maestosità del viso che emerge spesso all’interno delle sovrapposizioni offrendo ai suoi lavori la bellezza e l’eleganza conferitale dalla professione di modella. Adesso, afferma l’artista stessa, si ritorna a “giocare con i colori” esplorando il mondo con occhi adulti, capaci di trasmettere alle opere attraverso l’accentuarsi del colore pittorico la forza dell’eternità” .

Rosi Raneri